
Trama: all’età di tredici anni, in una calda estate del 1935, Briony Tallis sente di essere diventata una scrittrice. La sera stessa, accusando di un crimine odioso un innocente, commette l’errore che la segnerà per tutta la vita. La famiglia era riunita, gli ospiti presenti per assistere alla piccola recita scritta da Briony. Tutti i personaggi entrano in scena, ma nella commedia della vita non ci sono prove generali e ogni gesto assume un carattere definitivo. Presto, sarà troppo tardi per fermare la macchina dell’ingiustizia e la guerra arriverà a spazzare via il vecchio mondo con le sue raffinate ipocrisie. Recensione: sono venuta in possesso di questo libro grazie al perverso senso dell’umorismo di una delle mie più care amiche, che adoro, ma di cui non sempre condivido gli stravaganti gusti letterari. Non posso certo rimproverarle di avermi regalato un romanzo mal scritto, tutt’altro, lo stile è impeccabile c’è una evidente ricerca della parola, l’attenzione assoluta per l’aggettivo, mai banale, che coglie perfettamente il dettaglio descrittivo. Questo si fa perdonare una storia sufficientemente inutile e decisamente lenta. La tensione data da un bello scritto non coincide con la tensione narrativa, semplicemente perchè essa è assolutamente assente. (eccezion fatta per le ultime 20 pagine). Non si può certo rimprovarare all’autore di aver creato personaggi senza spessore, anzi sono tratteggiati pensieri e inclinazioni fin nel minimo dettaglio e vista la pochezza degli eventi la trama si regge proprio sulla precisione con cui è narrata, il che è….sfinente. Non intendo sostenere che un romanzo debba necessariamente reggersi solo sugli eventi, ma aiutano il lettore a stare sveglio. Sufficientemente prevedibile nel suo cliché di storia di “ordinaria ingiustizia” ha suscitato in me una sola emozione: l’irrefrenabile desiderio di strangolare la protagonista. Consigliato a chi soffre di insonnia, molto più efficace del Lexotan.
Alisei



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