Pubblicato da: labibliotecadiroeme | 1 agosto 2009

Ian Mc Ewan- Espiazione

espiazione

Trama: all’età di tredici anni, in una calda estate del 1935, Briony Tallis sente di essere diventata una scrittrice. La sera stessa, accusando di un crimine odioso un innocente, commette l’errore che la segnerà per tutta la vita. La famiglia era riunita, gli ospiti presenti per assistere alla piccola recita scritta da Briony. Tutti i personaggi entrano in scena, ma nella commedia della vita non ci sono prove generali e ogni gesto assume un carattere definitivo. Presto, sarà troppo tardi per fermare la macchina dell’ingiustizia e la guerra arriverà a spazzare via il vecchio mondo con le sue raffinate ipocrisie. Recensione: sono venuta in possesso di questo libro grazie al perverso senso dell’umorismo di una delle mie più care amiche, che adoro, ma di cui non sempre condivido gli stravaganti gusti letterari. Non posso certo rimproverarle di avermi regalato un romanzo mal scritto, tutt’altro, lo stile è impeccabile c’è una evidente ricerca della parola, l’attenzione assoluta per l’aggettivo, mai banale, che coglie perfettamente il dettaglio descrittivo. Questo si fa perdonare una storia sufficientemente inutile e decisamente lenta. La tensione data da un bello scritto non coincide con la tensione narrativa, semplicemente perchè essa è assolutamente assente. (eccezion fatta per le ultime 20 pagine). Non si può certo rimprovarare all’autore di aver creato personaggi senza spessore, anzi sono tratteggiati pensieri e inclinazioni fin nel minimo dettaglio e vista la pochezza degli eventi la trama si regge proprio sulla precisione con cui è narrata, il che è….sfinente. Non intendo sostenere che un romanzo debba necessariamente reggersi solo sugli eventi, ma aiutano il lettore a stare sveglio. Sufficientemente prevedibile nel suo cliché di storia di “ordinaria ingiustizia” ha suscitato in me una sola emozione: l’irrefrenabile desiderio di strangolare la protagonista. Consigliato a chi soffre di insonnia, molto più efficace del Lexotan.

Alisei

Pubblicato da: labibliotecadiroeme | 30 luglio 2009

Kate Summerscale-Omicidio a Road Hill House

omicidio a Road Hill HouseNon consiglio mai un libro prima di averlo finito, ma stavolta è diverso: me lo sto concedendo a piccole dosi nonostante il desiderio di tirare di colpo fino all’ultima pagina. mi sto conservando il finale per il primo giorno di ferie, magari di sera sul balcone circondato da zanzare e luce soffusa.
Omicidio a Road Hill House di Kate Summerscale non è proprio un romanzo, aspira ad essere un saggio storico, anzi è un saggio storico e il sottotitolo è elquente al riguardo:”invenzione e rovina di un detective”. se da un lato abbiamo un “giallissimo” delitto, dall’altro si assiste alla biografia professionale del primo vero detective della storia, balzato agli onori della cronaca come il Vidoqc britannico e, si presume, caduto poi miseramente in basso. I personaggi sono realmente esistiti, e anche i luoghi e i fatti sono veri. gli ingredienti del giallo ci sono tutti: una residenza signorile nelle campagne dell’Inghilterra vittoriana, un terribile omicidio avvenuto “nottetempo”, intrighi familiari, servitù ambigua, un polizotto mandato apposta da Londra e un’infinità di ricostruzioni e testimonianze (anche queste reali). Non immagino come possa finire, nè se mai verrà scoperto l’assassino, ma una cosa si presume dall’inizio: non è stato il maggiordomo (anche perchè il maggiordomo non c’è).
Singolare è la modalità con cui ho scoperto questo libro: un fascicoletto di 4 facciate stampato come un tabloid inglese di fine ‘800 che parla del delitto come un fatto di cronaca.
marketing accattivante e libro godibilissimo. consigliato.

 malaussene79

Pubblicato da: labibliotecadiroeme | 28 luglio 2009

Duchesne- Studio illegale

studio illegale

Trama: Andrea Campi è un professionista serio, lavora come avvocato nella sede milanese di un prestigioso studio legale internazionale, si occupa di importanti operazioni societarie per conto di colossi industriali. Aveva ambizioni, aveva amici, aveva una ragazza. Ora ha delle prospettive. Lavora fino a notte fonda, mangia pizza e sushi sulla scrivania, vive con un bonsai e parla con il muro. Poi Andrea si trova all’interno di un turbine di eventi e di incontri che investe la sua immobile routine, spazzando via certezze ed equilibri. Recensione: una piccola nota, questo romanzo nasce sulla rete e dalla rete, l’autore è un blogger, e fino a un colossale errore della siae era un misterioso anonimo che scriveva con lo pseudonimo di “Duchesne”. Ho avuto la fortuna di incontrarlo quando ha presentato il suo libro nella mia città e vi garantisco che è esattamente quello che mi era sembrato leggendo il suo blog: intelligente, autoironico, acuto, umile, spiritoso. Così è il suo romanzo, un quadro dissacrante, ma realistico di una delle professioni “nobili” del nostro tempo. Esilarante tragicomedia della vita stessa, di quelle speranze illuse e poi disilluse di trentenni che nessuno a preparato alla vita. Un racconto ben scritto, moderno e semplice, mai noioso, mai banale in cui probabilmente molti ragazzi si rivedono nelle frustrazioni, nelle aspettative, nei sogni.  Per tutti quelli che si sono infilati in una vita che forse non vogliono più, per tutti quelli che amano l’ironia, sopratutto quando serve a far pensare, per tutti quelli che anzichè riflettere sui massimi sistemi dell’universo hanno deciso di farsi una bella risata. In più ho il sospetto che l’autore trami qualcosa….c’è un nuovo blog…codice incivile…seguitelo, c’è da divertirsi….

 Alisei

http://www.studioillegale.splinder.com/

http://codiceincivile.splinder.com/

Pubblicato da: labibliotecadiroeme | 27 luglio 2009

L. Troisi- I dannati di Malva

i dannati di malva

Trama: Malva è una scintillante città di vetro e metallo, circondata dalla foresta, la città sfavillante che nasconde un’altra realtà, un luogo segreto, soffocato da miasmi tossici. Sopra gli umani sotto i loro schiavi, i Drow. Un mondo diviso in due macchiato da terribili omicidi, Telkar, il mezzosangue cresciuto tra i privilegi, ma segnato dal marchio infamante degli schiavi, avrà il difficile compito di indagare. Un viaggio nelle tenebre e nella paura, da cui il protagonista uscirà completamente trasformato. Recensione: magico incontro tra noir e fantasy, ma non si tratta dell’inizio di una trilogia.. si tratta di uno splendido racconto, che in poche pagine descrive e crea un mondo tutt’altro che improbabile, facendo nascere una metafora complicata e azzeccatissima. Anche chi non ama particolarmente il genere cui abitualmente è legata L. Troisi, può facilmente cimentarsi in questo piccolo viaggio che è un eccezionale esempio di brevità ed efficacia, tanto nel contenuto quanto nello stile. Un’altra indispensabile nota è doverosamente da dedicare a un progetto serio e utile: questo libro è pubblicato nella collana “verdenero” di Edizioni Ambiente. Parte delle royalties sono devolute dagli autori al progetto SalvaItalia di Lega Ambiente che lotta contro i crimini di ecomafia (da qui ovviamente il nome verdenero), ossia i reati pepetrati dalle organizzazioni malavitose ai danni dell’ambiente naturale e storico-culturale. A questo progetto hanno aderito molti scrittori italiani di indiscusso talento, come Carlo Lucarelli con Navi a perdere, Giancarlo De Cataldo con Fuoco e molti altri che per brevità non cito. Concedetemi solo una riflessione, forse viviamo in un mondo in cui non si può più dire che la penna ferisca più della spada, ma questa iniziativa è la dimostrazione che facendo circolare le idee e le informazioni, è possibile trattare temi sociali e civili attraverso la letteratura e si può farlo con intelligenza e misura, senza rivolte di piazza o urla inutili e senza spot pubblicitari da 2 milioni di euro.  

Per saperne di più: http://www.verdenero.it/hp.php

                                                         Alisei

Pubblicato da: labibliotecadiroeme | 14 luglio 2009

Fantasy…tra amore e disprezzo

Fantasy è il termine con cui si indica un genere letterario nato nell’ottocento i cui elementi dominanti sono il mito e la fiaba. Oggi molta cinematografia attinge (a volte con un successo inimmaginabile) a questo filone e contribuisce a renderlo moderno e famoso. Impossibile non pensare al “Signore degli anelli”, a “Eragon”, a “Harry Potter” campioni d’incasso e celeberrimi in ogni parte del globo. Più di altri generi la letteratura fantasy oggi si trova legata alla cinematografia che ha l’indubbio merito di renderla popolare. Come tutte le definizioni generali, il termine fantasy ha il merito di richiamare immediatamente alla mente un concetto e il demerito di accorpare nella stessa definizione cose in sostanza molto diverse. Si tratta di una categorizzazione che in linea di principio affianca J.R.R. Tolkien (Il signore degli anelli 1954) a H.P. Lovecraft (I miti di Cthulhu 1928)a Annie Rice (Intervista col vampiro 1994) a Terry Brooks (Il ciclo di Shannara 1977-2008 !!!) a J.K. Rowling (Harry Potter 1977-2007!!!) solo per citarne alcuni. Lungi da me l’idea, in questa sede, di proporre una storia della letteratura fantasy ( rintracciabile in un secondo su http://it.wikipedia.org/wiki/Fantasy#Storia), o di discutere tra le differanze di tempo e di modo dei vari filoni che la compongono. Ciò che vorrei è fare una breve e accorata difesa, perchè io sono tra coloro che amano molto questo genere che invece ho notato essere spesso considerato con sufficienza e scetticismo. Il commento più frequente che ho sentito, accompagnato da una smorfietta di compassione è stato “sono libri per ragazzi“. A prescindere dal fatto che non vedo cosa ci sia di male, non è vero, o meglio non è sempre vero. Ogni libro può essere letto a più livelli, il grado di comprensione del testo varia a seconda della cultura di chi legge, della sua capacità di astrazione, e infine, banale ma vero, dalla sua attenzione e dai suoi preconcetti. Alcune saghe fantasy sono costruzioni complesse, creazioni di veri e propri universi, non a caso nella maggior parte dei casi si tratta volumi spessi, storie lunghissime di mondi e di viaggi attraverso terre partorite interamente dalla fantasia e dal genio dell’autore. Favole molto complicate? forse, anche se un po’ riduttivo?! Desidero farvi riflettere su un punto: la fiaba non è che una metafora, un modo per astrarre un concetto dal suo contesto e renderlo maggiormente comprensibile, quindi maggiormente fruibile. Favola, come parabola (sinonimo con precedenti decisamente più illustri), come mito, come riflessione attraverso immagini e simboli. Il fantasy, nelle sue espressioni migliori è figlio della mitologia, è indubbiamente la creazione di un mondo alternativo e diverso, ma anche il modo di rivivere la realtà presente e sensibile. Lo scopo di questa piccola dissertazione è quello di ricordare che la letteratura fantasy ha origini molto illustri, molto antiche e molte colte (Odissea, Iliade, L’epopea di Gilgamesh, l’Orlando furioso…) detto questo….i gusti sono gusti e come tali inopinabili, se trovate il fantasy noioso o lontano dal vostro sentire avete ragione, perchè nessuno può costringervi a trovarlo divertente, ma non denigratelo, esso non appertiene a una sottocultura di sognatori e bambinoni cresciuti, ha la dignità propria di ogni genere letterario e annovera tra le sue fila scrittori meravigiosi a capaci, come Licia Troisi, Philip Pullman…..e tantissimi altri.

Pubblicato da: labibliotecadiroeme | 14 luglio 2009

P. Pullman- Queste oscure materie (Trilogia)

La bussola d’oro- La lama sottile- Il cannocchiale d’ambra.

queste oscure materie

Trama: l’incredibile storia di un viaggio attraverso mondi sconosciuti, alla ricerca della verità e della salvezza, attraverso il mistero e il secreto. Lyra e il suo daimon incontreranno personaggi spendidi e difficili che li aiuteranno o li ostacoleranno nel difficile compito di portare a termine il loro destino e quello del mondo intero. Recensione: mi scuso da subito per la scarso significato della righe precedenti, perdonate la pochezza delle informazioni contenute nella trama perchè è impossibile riassumere le mille pagine di questa trilogia senza inevitalmente svelare qualcuno dei misteri che esse celano e sarebbe un peccato imperdonabile. Il primo libro della trilogia arriva al grande pubblico attraverso un film di enorme successo che, a onor del vero, non tradisce il senso dello scritto, ma ne rende fruibile il contenuto senza snaturarlo. Sono molto curiosa del seguito cinematografico che potrebbe avere La Bussola d’oro, infatti i romanzi che seguono si complicano, nella trama e nei concetti, credo che per dar loro la forma di fiaba sarà necessario semplificare molto, e quinidi togliere a Pullman la sua straordinaria magia. Perchè è di questo che si tratta, di una magica genialità che permea l’idea di tutta l’opera. Queste oscure materie non è un romanzo per ragazzi, se con questo termine si vuol intendere uno scritto semplice e poco denso di concetti astratti. La trilogia è invece impegnativa e complessa, alla base della storia stanno idee di grande spessore umano e filosofico. Pullman va ben oltre la fantasia, che permea comunque ogni pagina, stravolge i luoghi comuni, crea nuove figure mitiche, rivisita concetti religiosi, fisici e storici e li piega ai fini di un racconto in cui i personaggi acquistano un notevole spessore umano, senza appiattirsi mai su clichè precostituiti. Fuori da ogni banalità e da ogni schema, l’opera di Pullman è complessa, ottimamente strutturata, senza un solo particolare fuori posto in oltre mille pagine, alla fine tutto torna in un finale malinconico, ma assolutamente perfetto e costruito scienficamente fin dalla prima pagina.  Un viaggio di lettura straordinario in cui la tensione narrativa resta alta e costante, nessun particolare risulta inutile, e lo stile asciutto e preciso dell’autore trascina il lettore in un mondo fantastico…ma possibile…splendido e geniale al pari di Tolkien perchè a mio parere inventa un vero e proprio genere come il grande maestro del fantasy.

Alisei

Pubblicato da: labibliotecadiroeme | 14 luglio 2009

T. Knox- Il segreto della Genesi

il segreto della genesi

Trama: una intricata vicenda che si snoda tra Londra e il sito archeologico di Gobekli Tepe. La capitale britannica è scossa da efferati delitti che hanno in comune una forte componente simbolica e una smodata crudeltà. Nel deserto della Turchia orientale, il giornalista Robert Lutrell, inviato sul posto con un incarico di routine, si troverà al centro di misteri e scoperte archeologiche sensazionali che non potranno che coivolgerlo sia umanamente che professionalmente. Il tempio più antico del mondo sta per essere riportato alla luce e con esso segreti celati da dodicimila anni, ma qualcuno non vuole che gli scavi proseguano ed è disposto a ucccidere pur di preservare un mistero gelosamente custodito da millenni, eppure sotto gli occhi di tutti, nel libro della Genesi. Recensione: ciò che mi risulta più piacevole di questo romanzo è l’indubbia capacità del suo autore di ricreare paesaggi e atmosfere. La precisione e la magia di certe descrizioni ambentali, da cui traspare tanto il misterioso fascino del Medio Orienta quanto la placida magia delle campagne inglesi. Una bellezza brutale e crudele, accentuata da una storia mai del tutto svelata, mai completamente scoperta e compresa. Nelle pieghe dei misteri che certe scoperte archeologiche aprono, si inserisce la fervida fantasia dell’autore che è in grado di infilare in questi vuoti il clichè del serial killer psicopatico, nonchè il personaggio dell’eroe buono e puro, del detectve duro dal cuore tenero, del giornalista a caccia non tanto della storia, ma della verità. Il vero gusto di questo romanzo è nel contesto ambientale e storico, nelle descrizioni minute di luoghi magici, se si toglie questo, la storia tiene a stento e straripa di banalità, di personaggi di sicuro successo, ma di scarsa originalità. La grande teoria del complotto, il segreto che non può essere svelato, non può non far pensare al “codice da Vinci” di D. Brown, i cui ammiratori apprezzaranno certamente la storia creata da Knox. Resta una speculazione interessante, con un vago senso di verità e molti interrogativi che dovremmo porci. Nel complesso una lettura interessante, che necessita di pazienza e di stomaci molto forti, l’autore infatti non ci fa mancare puntuali descrizioni di omicidi e brutalità varie.

Alisei

Pubblicato da: labibliotecadiroeme | 7 luglio 2009

Governo e lettura….

Come è noto in luglio è partita la campagna del Governo per “promuovere la lettura”: uno spot in tv, tanti manifesti, tante pagine sui giornali…motto: “leggere è il cibo della mente. Passaparola“, indubitabilmente vero, ma siamo proprio sicuri che una pubblità e una conferenza stampa siano il modo migliore per riuscire nella titanica impresa di diffondere l’abitudine a leggere? il merito è sicuramente quello di aver portato alla ribalta un problema che c’è, ma le giornate della lettura e i protocolli di intesa non sono sufficienti….è come dare un’aspirina a un moribondo. Mi sarebbe piaciuto sentir parlare ai genitori, mi sarebbe piaciuto sentir parlare di accordi con l’editoria per praticare sconti alle scuole che desiderano acquistare libri per i ragazzi, o di tessere sconto per gli under 18. Mi sarebbe piaciuto sentir parlare di formazione dei docenti, di creazione di biblioteche scolastiche e di classe, mi sarebbe piaciuto sentir parlare di nuovi approcci per l’insegnamento. Non possiamo pretendere che i ragazzi imparino l’amore per i libri se continuiamo a obbligarli a leggere quello che ci sembra necessario, nulla contro i grandi classici proposti dai programmi scolastici, ma l’amore ha bisogno di libertà…se vogliamo che imparino il gusto e la passione dobbiamo lasciarli liberi di scegliere le loro letture, quando avranno compreso e provato il piacere di leggere troveranno da soli la curiosità di andare a prendere “Il vecchio e il mare” o “Il fu Mattia Pascal”. Tre metri sopra il cielo di Moccia e la saga di Twilight della Meyer (tanto per citarne un paio), hanno l’indubbio merito di aver riportato i ragazzi verso la lettura, non saranno Pirandello, ma tanto quanto lui hanno importanza, se sono capaci di raccontare un mondo e una storia che appassioni soprattutto i giovani (ma non solo loro), se hanno la notevolissima capacità di incuriosire e di attrarre. Se perfino l’Onorevole Bonaiuti confessa in piena conferenza stampa che a cambiargli la vita è stato il fumetto di Topolino Giornalista, per quale motivo non gli viene in mente che forse ci sono metodi migliori di uno spot per raggiungere la gente…..ma forse è solo il primo passo, forse i progetti seri e concreti arriveranno dopo l’uscita mediatica,   forse……o forse no?            Alisei

http://www.governo.it/GovernoInforma/Multimedia/dettaglio.asp?d=47622

http://biblioragazzi.wordpress.com/2009/07/01/leggere-e-il-cibo-della-mente-passaparola

Pubblicato da: labibliotecadiroeme | 7 luglio 2009

D. Pennac- Come un romanzo

come un romanzo pennac

E’ impossibile riassumere in poche righe il contenuto di questo straordinario saggio sulla lettura, un libro in cui chiunque ami leggere non può non riconoscersi, non commuoversi, un saggio in cui vengono sanciti i diritti imprescindibili del lettore:

  1. il diritto di non leggere
  2. ildiritto di saltare le pagine
  3. il diritto di non finire un libro
  4. il diritto di rileggere
  5. il diritto dileggere qualsiasi cosa
  6. il diritto al bovarismo
  7. il diritto di leggere ovunque
  8. il diritto di spizzicare
  9. il diritto di leggere a voce alta
  10. il diritto di tacere

in cui si ammette una verità: la maggior parte delle letture che ci hanno modellati non le abbiamo fatte per, ma contro. Abbiamo letto per proteggerci, per rifiutare o per opporci. Cosa si può dire più di questo, se non che è un saggio gentile ironico e intelligente, che è un grande dolcissimo insegnamento pedagogico, con intuizioni straordinarie e notevoli spunti di riflessione (e come forse si intuisce uno dei miei libri preferiti). Mi domando solo per quale sfortunata avventura del caso questo libro dotato di un così grande buon senso non sia capitato in mano a docenti e genitori…forse se ne facessero uno spot….    Alisei

Pubblicato da: labibliotecadiroeme | 7 luglio 2009

G. Cooper- La biblioteca dei morti

la biblioteca dei morti

Trama: questo romanzo comincia nel dicembre del 782 in un’abazia sull’isola di Vectis. Questo romanzo comincia il 12 febbraio 1947, quando Churchill prende una decisione che peserà sulla sua coscienza fino alla fine dei suoi giorni. Questo romanzo comincia il 10 luglio del 1947, quando Truman scopre un segreto che, se divulgato, scatenerebbe il panico nel mondo intero. Questo romanzo comincia il 21 maggio 2009, con la morte del giovane banchiere David Swisher. Non esiste nulla di casuale, la nostra strada è segnata e il destino è scritto, nella biblioteca dei morti. Recensione: ho comprato e letto questo libro tutto di un fiato perchè mi sono innamorata della quarta di copertina, perchè ho trovato irresistibili le poche parole che lo riassumono. Complimenti vivissimi all’ufficio marketing di Cooper! La storia risulta affascinante sia nella struttura che nell’intreccio narrativo, l’idea che sorregge il romanzo è originale anche se dal finale sufficientemente prevedibile. La narrazione, pur senza picchi letterari assoluti,risulta gradevole e invoglia a proseguire, lo stile risulta piacevole per la sua immediatezza, soprattutto nei dialoghi che sono spiritosi e realistici. E’ avvincente e coinvolgente, pur mancando di quel guizzo di genialità che contraddistingue i veri capolavori.  Una forma di letteratura paragonabile ad un ottimo action movie, è un delizioso passatempo, si colloca a metà tra l’assoluta azione di Dan brown (Il codice da vinci- Angeli e demoni) e la creatività originale e profonda di Frank Shatzing (Il quinto giorno). Riservato a coloro che amano i libri d’azione e che non si arrabbiano se capiscono il finale cento pagine prima della fine….

Alisei

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